Il percussionista Asa-Chang ha fatto parte della Tokyo Ska Paradise Orchestra ma ha abbandonato nel 1993, proprio mentre iniziavano ad avere successo. Molti anni dopo ha dato origine al duo Asa-Chang & Junray, con Hidehiko Urayama, produttore e compositore di colonne sonore (nonché chitarrista, alla fine degli anni ottanta, degliArepos). Il loro primo EP, Tabla Magma Bongo, è stato pubblicato nel 1998. Ma Hidehiko Urayama non suona dal vivo, infatti i suoi bellissimi collage vocali sono interamente frutto del lavoro in studio. Nel 2000 si è unito a loro un terzo membro, U-zhaan, un impareggiabile suonatore di tabla fedele agli insegnamenti del maestro Ustad Zakir Hussain.
Con Hana, gli Asa-Chang & Junray si sono fatti un nome anche all’estero. Un album omonimo è stato pubblicato in Inghilterra sotto la The Leaf Label ed è stato accolto calorosamente dalla critica. John Peel ha suonato Hana durante il suo show sulla BBC Radio 1, e nel 2002 l’album si è posizionato al quarto posto nella classifica dei migliori album dell’anno pubblicata dalla rivista "The Wire". Nel 2004, in Giappone, una canzone in collaborazione con Kyoko Koizumi, Senaka, li ha resi ancora più conosciuti. Senaka è stata anche remixata da Rei Harakami e inserita nell’album Minna no Junray, pubblicato nel 2005.
Gli Asa-Chang & Junray hanno inventato un nuovo tipo di musica, che si può suonare per terra, su un tappeto di paglia intrecciata o in un giardino. È difficile da classificare, così cinematografica e fin troppo espressiva. Il gruppo collabora occasionalmente con il corpo di ballo Idevian Crew. Asa-Chang suona anche con la band Asa-Chang & Blue Hats, e U-zhaan lavora con vari musicisti, tra cui L?K?O, con cui ha pubblicato un album di debutto, Borsha Kaal Breaks, con il nome di Oigoru, nel 2008.
La musica degli Asa-Chang & Junray è così bella da essere devastante, prende il nostro mondo e lo trasforma nel regno del folklore (o forse è il contrario?!). "Junrei" significa "pellegrinaggio", e questo pellegrinaggio diventa ben presto un inaspettato e luminoso viaggio nel surreale. On the road incontrerete percussioni indiane, batteria, trombe e un collage vocale.
La loro musica affonda le radici nel Chindon'ya (musica giapponese di strada), nella musica da circo e nell’organetto; inoltre trasmette un senso di "insouciance" anni sessanta (periodo Showa).







