HYDE - ROENTGEN

recensione - 30.03.2004 14:00

HYDE - ROENTGEN,

ROENTGEN è il primo album da solista di Hyde. I tre singoli che ne hanno preceduto l'uscita ("Evergreen", "Angel's Tale" e "Shallow Sleep") hanno subito chiarito ai fan dei L'Arc~en~Ciel che lo stile e il genere musicale erano completamente differenti da quelli della band. ROENTGEN infatti non è un album rock. Tutte le canzoni sono accompagnate dall'orchestra che, unita alla sensuale e profonda voce di Hyde, crea delle melodie stupende.
I testi sono principalmente in inglese. Hyde ha migliorato molto la sua pronuncia ed eliminato quasi del tutto i difetti tipici della pronuncia giapponese. Sia le parti in inglese che quelle in giapponese si fondono magnificamente con la musica.
La prima traccia, "Unexpected", è un'introduzione all'album, che appare come qualcosa di inaspettato, appunto. All'inizio la melodia è quasi inesistente, ma pian piano aumentano gli strumenti utilizzati e la voce di Hyde si fa più decisa, finché improvvisamente inizia la seconda traccia: "White song". Il suono degli archi fa subito pensare alla neve che cade dal cielo. Se non vi piace l'inverno, ascoltate questa canzone. Riuscirà a farvi apprezzare i paesaggi innevati e a farvi riscoprire la poesia che si nasconde dietro questa stagione.
La quarta traccia, "Oasis", ci trasporta nel deserto, nella sua vastità e tranquillità.
"A drop of colour" ha un testo ed una musica molto dolci. La voce di Hyde nel ritornello ha una drammaticità che coinvolge.
La settima traccia, "New Days Dawn", si discosta leggermente dal filo conduttore dell'album. Il ripetitivo accompagnamento degli archi la rende molto più dura delle altre. Sicuramente l'intento di Hyde con questa canzone è quello di trasmettere l'angoscia e la paura.
"The Cape of Storms" ha una melodia drammatica e il testo, usando la metafora della nave nella tempesta per indicare l'animo umano, rafforza questa drammaticità.
L'ultima traccia lascia una sorta di malinconia, data soprattutto dal contrasto tra l'ultima parte, in inglese, e il resto della canzone, completamente in giapponese. L'accompagnamento musicale di "Secret letters" ricorda quello delle canzoni popolari napoletane: un piccolo vanto per noi italiani!
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