Tuttavia, nonostante tutte queste etichette e classificazioni, uno stile nel mondo della musica rimane annebbiato dalla confusione: gli artisti visual. Cosa è il “visual”? È glam rock? È visual kei? È emo o gothic? O è semplicemente come il nome descrive – visual? Oggi daremo un’occhiata alle radici del visual kei per svelare alcuni dei dettagli di questo enigma musicale.
Per secoli la musica ha utilizzato costume e trucco, a partire dall’opera ed i primi musical. Durante la nascita del blues, del Motown e dei famosi gruppi degli anni Sessanta come i The Beatles, i vestiti abbinati e complementari aiutarono a costruire una coesione ed a rendere la performance più forte. Ma nei primi anni Settanta, l’estetica prese un significato del tutto nuovo, divenendo un elemento così incorporato nella musica che, senza di essa, semplicemente non era più lo stesso. Fu durante questo periodo che nacque una nuova etichetta: il glam rock.
Con il suo inizio nel Regno Unito, il glam rock nella sua forma più pura, può essere definito come uno stile musicale i cui performer indossano costumi sgargianti, trucco selvaggio e capelli cotonati. A causa del vasto uso di glitter, a volte è stato anche chiamato “glitter rock”. Con gli artisti di questa corrente che indossano spesso costumi al limite dell’androginia, il glam rock è stato paragonato ad uno stile androgino; questo rimane vero in molti dei costumi visual kei.1 Nel tempo, come tutti gli stili musicali, il glam si è evoluto. A partire da metà degli anni Novanta, nacque una nuova era nel glam che gli autori di Visual Kei no Jidai hanno chiamato “neo-glam”, un termine usato per descrivere artisti come Marylin Manson.
Solo anni dopo la nascita del glam rock, vide la luce anche il gothic rock. Ispirato dal primo punk inglese, la musica prese presto una piega più dark, ed oggi sono infusi con vestiti ed estetica dark, testi morbosi e profondamente introspettivi ed una composizione musicale generalmente più complicata. Oggi il gothic rock si è sviluppato in una serie di sotto-generi ed è una musica a stile estetico ampiamente accettata.2
Con la graduale evoluzione del glam e gothic rock, è sorto un disaccordo circa l’essere “glam” e “gothic” degli artisti oppure no, perché utilizzano trucco e costumi. Questo fa nascere la domanda: dove finiscono il “glam” ed il “gothic” e inizia il “visual”? Come possiamo definire un artista “glam”, un altro “gothic” ed un altro ancora “visual kei” quando stanno tutti facendo essenzialmente la stessa cosa?
Dando un’occhiata agli stili estetici intorno al globo, diventa eccessivamente difficile determinare in quale tipo di gruppo estetico rientrano alcuni artisti, o se possono essere classificati sotto la stessa etichetta. Per alcuni artisti visual kei, esiste questa stessa complicazione.
È facile guardare a gruppi come i Combichrist, un gruppo metal Aggrotech americano, ed associarli immediatamente al “goth rock” – il loro largo uso di trucco scuro e costumi non ha alcuna rassomiglianza a qualcosa di glam, ma è molto più in linea con quello degli altri artisti a stile gotico, come il gruppo goth svedese Deathstars”. Ma in molti casi, la classificazione dell’artista non è così chiara.
Anche se il glam rock è il vero progenitore della musica visual rock, i costumi ed il trucco di oggi sono profondamente radicati in vari sotto-generi del rock. Abbiamo visto estetiche utilizzate in qualsiasi cosa pop ed alternative rock fino alla musica death metal, gothic, industrial ed elettronica per decenni, con molte band in giro per il mondo che le utilizzano tuttora. Il sotto-genere industrial dal nome “Neue Deutsche Härte”, che in Tedesco significa “Nuova durezza tedesca”, è un altro stile che a volte utilizza l’estetica per una performance forte. Il termine è stato coniato dai giornalisti tedeschi dopo una pubblicazione dei Rammstein, ed oggi è l’etichetta per dozzine di band visual, non-visual e gothic tedesche.3
È importante ricordare che ci sono molti artisti visual che non suonano solamente rock, e questo rende l’etichettarli molto più difficile. Prendiamo per esempio i PANIC! At the Disco, My Chemical Romance, Tokio Hotel e Lady Gaga. Tutti e quattro hanno usato pesantemente trucco e vari costumi, e Lady Gaga ha portato l’estetica ad una nuova dimensione, sia sopra il palco che fuori da esso. Non c’è dubbio che questi artisti siano “visual”, ma si qualificano come “glam”?
Mentre i PANIC! ed i My Chemical Romance sono alternative-rock, la loro estetica li ha portati ad essere chiamati “emo”, un termine sul quale entrambe le band si sono schierate contro. Entrambi rifiutano di essere accettati sotto quel nome, arrivando persino a chiamare “merda” gli emo ed affermando che la loro musica non ha somiglianze con quella dell’emo, a prescindere dal loro look.4 È inconfutabile dire che le loro ispirazioni non hanno alcuni elementi glam, ma è difficile guardare oggi questi artisti ed etichettarli "glam rock", il che ci lascia semplicemente dove abbiamo iniziato: con il "visual".
Lady Gaga ha fomentato dibattiti dalla sua ascesa alla fama, con i fan che la chiamano da idolo a copia, e molte critiche che la vedono aver rubato l'immagine all'icona della musica pop Madonna.5 Sebbene la sua musica spazi dal pop all'elettronica, non è la musica che la rende ciò che è, ma è l'estetica. Una cosa è certa: l'estetica è parte di lei e senza di essa, non sarebbe Lady Gaga.
Il gruppo rock tedesco Tokio Hotel è un caso speciale, essendo stati notati in modo specifico dai fan del visual kei, con speculazioni riguardo il loro essere o no una versione occidentale del visual kei. Anche se la band non ha mai fugato questa etichetta, la loro recente collaborazione nella rivista SHOXX con kanon degli An Cafe ha solo rafforzato la connessione prima supposta.6 Il problema della categoria nella quale cade questa band ha acceso dibattiti senza fine7, anche alcuni artisti visual kei stessi non sanno poi così bene dove inserire i Tokio Hotel. Quando gli è stato chiesto il proprio parere sul gruppo, ShuU dei girugamesh ha spiegato: "Ho sentito dai fan tedeschi del visual kei che stanno mettendo in discussione l'estetica dei Tokio Hotel. La cosa buona è che stanno dando influenza visual alle altre nazioni. [..] Ho sentito che hanno influenze visual kei ma non sono ancora molto famosi in Giappone, quindi è difficile dirlo [se sono visual kei]."8.
Un altro ottimo esempio di confusione sull'etichetta è il gruppo tedesco Cinema Bizarre. Con parecchi componenti che hanno nomi d'arte giapponesi, la band ha disegnato il proprio stile intorno al look visual kei, ed ogni componente si è apertamente ispirato allo stile, sebbene i media occidentali li abbiano etichettati "glam rock" nonostante le influenze visual kei.9
Indipendentemente dalla vera etichetta di Tokio Hotel e Cinema Bizarre, la schiettezza dei fan e gli accesi dibattiti se la band sia o no visual kei porta ad una questione totalmente nuova: il visual kei è esclusivamente giapponese?
Proprio come i giapponesi hanno emulato il glam rock, risultato poi nel genere visual kei, altri nel mondo hanno preso nota e, a loro volta, hanno tentato di emulare il visual kei. Parecchio prima dei tentativi occidentali, il visual kei di imitazione era già in vita in Est Asia, con i pionieri del trend Silver Ash in Cina e gli artisti corani the TRAX e EVE.
Nel corso degli anni, band americane ed europee si sono cimentate nel visual kei, ed i fan hanno visto un aumento di gruppi non giapponesi che si classificavano di proposito "visual kei". Alcune di queste band scrivono e cantano testi in giapponese, ma altri semplicemente emulano l'estetica lasciando il cantato nella propria lingua madre.
Mentre questa imitazione degli occidentali è un chiaro movimento verso l'accettazione mainstream, è stata presa di mira dai fan occidentali del visual kei. Un fan italiano ha detto: "Il visual kei è giapponese. Questi gruppi occidentali che si atteggiano a visual kei sono semplicemente ridicoli".10 Questa opinione non è la sola, e molti gruppi occidentali visual kei non giapponesi si ritrovano non solo criticati per essere dei "fake", ma hanno anche più difficoltà ad attirare pubblico rispetto ad un artista giapponese visual kei, come anche la difficoltà a commercializzare per un pubblico mainstream visto che il loro target è così specifico.
Le band visual kei occidentali tuttavia non solo gli unici musicisti criticati: anche gli occidentali che hanno fatto parte in gruppi giapponesi visual kei sono stati denigrati dai fan oltreoceano. Un esempio di ciò è stato Jimi Aoma, un californiano ora ex-bassista della band visual kei Chemical Pictures. Fluente nella lingua giapponese, Aoma ha vissuto in Giappone per vari anni, ed è stato ben accolto nel visual kei sia dalle band che dai fan giapponesi. Quando gli è stato chiesto quali esperienze negative avesse passato, Aoma ha replicato: "La maggior parte delle critiche che ricevevo provenivano da persone occidentali. Dicevano che ero brutto, che ero un idiota o un coglione, insomma erano ampiamente contro l'idea di un non giapponese in una band giapponese".11
L'esperienza di Aoma non è unica, e sono problemi come questi che impediscono al visual kei di essere propriamente diffuso nella società ed integrato in uno stile musicale mainstream. Un fan americano l'ha messa succintamente; "Non ci sarà nessuna scena fuori dal Giappone finché le band del posto sono incoraggiate a crescere e prosperare. Il visual kei ha avuto le sue origini in band locali giapponesi che emulavano gruppi stranieri. Se la gioventù giapponese degli anni Ottanta li avesse ignorati tutti per 'non essere americani' allora non ci sarebbe nessun visual kei adesso, punto".12
Gli stessi artisti visual kei hanno delle visioni contrastanti sul visual kei. Mentre MIYAVI ha detto "Il Jrock era cultura originale giapponese", Isshi degli ex-Kagrra, aveva una idea diversa, dicendo "Originariamente indossare trucco e costumi era un'influenza tratta dalle rock band americane. Poi abbiamo interpretato quella cultura americana con la nostra, [creando] il visual kei".13
Quando è stato chiesto ai girugamesh se vedessero il visual kei come chiaramente giapponese, hanno fornito un'interessante risposta: "Il visual kei è nato da band come KISS e l'influenza glam rock di Marylin Manson. Quando la gente inizia a chiamare "visual kei" le band di altre nazioni, diventa molto difficile distinguere".
Le critiche sull'espansione del visual kei al di fuori di musicisti solo giapponesi non sembra essere un dilemma che attanaglia tutto il fanbase visual kei, ma in modo specifico il fandom oltreoceano. Come con il caso di Jimi Aoma, la sua presenza sulla scena giapponese è stata ben accolra, ed ha notato nella sua intervista che: "In tre anni ho avuto solo una persona giapponese a dirmi qualcosa di anche lontanamente cattivo".14 Sembra stia prendendo luogo una preservazione culturale con il rovesciamento dei ruoli, visto che i fan originali di questo genere, i giapponesi, sembrano piuttosto aperti ed accomodanti non solo verso gli aspetti globalizzanti di questo stile musicale, ma anche verso la trasformazione della scena nel corso del tempo, ciononostante i fan oltreoceano sono concentrati nel mantenere "radicato" il fenomeno al Giappone.15 anche oggi, solo il 53% dei fan ha detto che sentirebbe un artista non giapponese visual kei che imita lo stile.16 Senza l'accettazione universale dei fan visual kei, c'è poca speranza che il pubblico generale accetti uno stile musicale condannato da chi fa parte del suo stesso seguito.
Ci sono state varie divergenze sul fatto che il visual kei sia uno stile musicale o di moda.17 Dobbiamo considerare che se l'estetica fosse strappata via, il visual kei cesserebbe semplicemente di esistere e sarebbe classificato quindi come le altre categorie musicali, dal pop-rock all'alternative fino al death metal.
Quando un artista visual kei inizia a sbarazzarsi dei vestiti e del trucco, a loro volta si sbarazzano anche di quell'etichetta. Mentre essere "visual kei" è un termine ossessionante dal quale molti artisti non possono scappare del tutto, ci sono alcuni che ci riescono. Artisti come DIR EN GREYm GLAY e L’Arc~en~Ciel sono raramente visti come "visual kei": la stessa pagina Wikipedia dei DIR EN GREY li cita come "metal giapponese" e "originariamente visual kei".
È anche degno di nota il fatto che molti musicisti visual occidentali sono stati accettati dal pubblico mainstream mondiale mentre il visual kei ancora no; alcuni artisti visual kei hanno anche citato Marylin Manson come ispirazione.19 Tuttavia i fan del glam rock, della musica a stile visual e del visual kei sono stati spesso trovati ad ascoltare uno stile ma non necessariamente abbracciare l'altro. I Tokio Hotel ne sono un chiaro esempio: i fan hanno apertamente ammesso di ascoltare il visual kei ma rifiutano di accettare i Tokio Hotel e viceversa.20
Mentre l'estetica è sicuramente fonte di alcune tensioni che impediscono la popolarità mainstream, come è il caso in Giappone a causa della sua natura anti-conformista, questa non può essere l'unica causa: se si rimuovesse il fascino, lo stile non esisterebbe. Perciò la causa principale per la mancanza di popolarità reciproca tra entrambi i generi deve risiedere altrove.
Ci sono state un sacco di speculazioni riguardo la barriera linguistica se sia l'ostacolo principale che il visual kei debba conquistare, ma possono essere gettati dubbi su questa teoria. I Rammstein ed i Tokio Hotel sono solo due tra i molti che sono ascesi alla fama utilizzando la loro lingua madre. In particolare, Du Hast dei Rammstein ha ricevuto un'ampia diffusione nelle radio e televisioni americane negli ultimi anni Novanta, ed ha raggiunto il ventesimo posto nelle classifiche Billboard americane.21 È importante ricordare che entrambi hanno avuto uscite bilingue, ma i loro successi generali provano che le band che non parlano inglese possono comunque riuscire a conquistare il mondo musicale mainstream internazionale.
Una volta che esploriamo il mondo della musica ad ispirazione visual, diventa chiaro come le acque si confondano quando le etichette sono liberamente attribuite a qualsiasi artista che indossa un costume o si trucca; diventa ancora più confusionario quando cerchiamo di classificarli come un tipo specifico di visual. Alla fine, tutte le strade nella musica a stile visual portano inevitabilmente all'influenza di un unico elemento: la moda.
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[1] "Glam Rock", ultima modifica: 2011.
[2] "Gothic Rock", Wikipedia, ultima modifica: 12 Giugno 2011.
[3] "Neue Deutsche Harte", Wikipedia, ultima modifica: primo Giugno 2011.
[4] "Panic! At The Disco Declare Emo "Bullshit!" ", NME, 18 Ottobre 2006, visitato il 15 Giugno 2011; Darryl Smyers. "My Chemical Romance Shed Their Emo Roots" ", Dallas Observer,19 Maggio 2011, visitato il 15 Giugno 2011; "My Chemical Romance 20 Settembre 2007, visitato il 15 Giugno 2011.
[5] "Is Lady Gaga's Born This Way a Rip-Off of Madonna Classics?", E! Online, 13 Febbraio 2011, visitato il 15 Giugno 2011.
[6] "Tokio Hotel X Kanon (An cafe) in SHOXX March 2011", Tokio Hotel Indonesia, 31 Gennaio 2011, visitato il 15 Giugno 2011.
[7] "Do You ThinK Tokio Hotel is Visual Kei?", Facebook, ultima modifica 2011; "Category Talk: Visual Kei Musicians", Wikipedia, ultima modifica 2008; "Collaboration Discussion: Tokio Hotel America", ultima modifica 2008.
[8] "Interview with Girugamesh in Fairfax, Virginia" JaME, 29 Aprile 2011, visitata il 15 Giugno 2011.
[9] “TBE Features: Cinema Bizarre, Visual Kei influenced band”, ultima modifica 4 Aprile 2009, visitata il 21 Giugno 2011.
[10, 12,16,20] “Sondaggio sulla globalizzazione del visual kei”, ultima modifica: 11 Marzo 2011.
[11,14] Jimi Aoma, Intervista e-mail con l'autore, 10 Marzo 2011.
[13,19] IMF (2007.) “Globalizing Visual Kei Survey”. [video] Visionato il 20 Aprile 2011.
[15] Fan occidentali e giapponesi, interviste e-mail con l'autore, dal primo Febbraio al 25 Marzo 2011
[17] "Visual Kei", Wikipedia, ultima modifica: 28 Maggio 2011.
[18] "Dir En Grey", Wikipedia, ultima modifica: 16 Giugno 2011.
[21] "Du Hast", Wikipedia, ultima modifica: 14 Giugno 2011.





























