Introduzione alla globalizzazione del Visual Kei: una serie web

file - 05.06.2011 03:00

La serie "Globalizzazione del Visual Kei" porterà i fan ed i ricercatori in un viaggio di quattordici settimane sul visual kei - dentro e fuori.

Il visual kei, tradotto come "stile visivo", è uno stile musicale rock giapponese caratterizzato da gruppi che si esibiscono vestiti con costumi dal design intricato con una parvenza fortemente androgina. Sebbene il visual kei sia partito come un genere puramente rock, il suo sound si è evoluto per riflettere pop-rock, rock elettronico, alternative dallo stile occidentale ed anche metal, sempre mantenendo la distintiva estetica.

Iniziata come scena underground in Giappone, nel tempo il visual kei ha visto un breve boom delle attività nella musica mainstream giapponese e, recentemente, all'estero. Questo fenomeno globalizzato ha suscitato un notevole clamore nelle scene musicali di tutto il mondo, creando un nuovo pubblico che improvvisamente ha rivolto l'attenzione ad un paese che non era mai stato riconosciuto per la sua musica. Nonostante questo nuovo interesse, la scena è rimasta comunque una sottocultura a livello mondiale. Anche se le attività principali del visual kei prosperano solo in Giappone, è una scena che accomuna moltissimi fan in tutto il mondo; tuttavia, per molti fan non giapponesi, le attività più importanti si svolgono online. I fan si entusiasmano nell'abilità di trovare rifugio dalle norme della vita quotidiana, trovare amici internazionali e per molti, musica straordinariamente unica. Come molti gruppi visual kei, il personale dell'industria ed i fan in tutto il globo credono che il visual kei non sia solo una musica o stile musicale, ma un vero e proprio stile di vta, che dovrebbe far svanire gli stereotipi e le discriminazioni ed invece ricevere la possibilità di un riconoscimento mondiale.

Nota dell'autore


Come appassionata della musica giapponese che ha avuto delle esperienze in parecchi lati del fenomeno, ho trovato il visual kei come uno stile musicale che potrebbe attirare l'attenzione del mainstream, ma come tutti gli altri stili bizzarri nel passato come l'elettronica, hardstyle, ecc., è stato molto sottovalutato dal pubblico mainstream semplicemente per essere oltraggioso e diverso. Anche se, un giorno, il sogno di un'accettazione nella corrente principale potrebbe diventare una realtà, nel frattempo il visual kei rimane una scena underground.

Molti fan non comprendono la difficoltà nel promuovere ed organizzare eventi all'estero, nè capiscono gli aspetti finanziari del visual kei. Questo spazia dalla paga misera dei musicisti, mancanza di vendite e coscienza del mainstream giapponese, fino al fatto che molti hanno più di un lavoro per sostenere il proprio stile di vita. Sebbene gran parte del mondo manageriale musicale, ed anche la stampa, non trovino importante che i fan sappiano sempre di questi aspetti, io tendo a non essere d'accordo: credo che una visione a tutto tondo di come la scena funziona veramente, fa in modo che i fan apprezzino appieno non solo la musica, ma tutte le persone che dedicano il loro tempo ed il duro lavoro per rendere tutto possibile.

Quando ho visitato il Giappone per la prima volta, otto anni fa, ero come parecchi fan fuorviati, e credevo che il visual kei fosse un fenomeno mainstream ed amato da molti giapponesi. Sono rimasta sorpresa nello scoprire la realtà del visual kei: locali piccoli, gli stessi fan in vari show, e pochissimi appoggi veri dove comprare musica. Inoltre, quando chiedevo informazioni sul visual kei, parecchie persone giapponesi o non avevano idea di cosa fosse, oppure ridevano. Col passare del tempo, sia in Giappone che negli Stati Uniti, ho visto crescere la scena, ma non a livello del mercato musicale mainstream: si è arrestata e, sebbene fluttuasse a livello di interesse pubblico, non ha mai superato quel punto.

Questa serie web è iniziata dapprima come uno scritto di ventotto pagine in cinque mesi per un progetto di cultura giapponese; in seguito è stato scelto come progetto vincente per il premio 2011 CEPEX sugli studi di ricerca giapponesi. È stato ora modificato per la pubblicazione, con l'aggiunta di materiale extra in esclusiva per JaME.

Nello scritto, ho voluto discutere come è nato il visual kei e come si è diffuso all'estero, ed i problemi che esistono nella scena. Ho condotto sondaggi ed interviste a fan, stampa ed organizzatori di eventi, fiere del fumetto e popolazione generale, compilando dati empirici (derivati dall'esperienza, osservazioni in prima persona ed interviste) per determinate come appare la scena da tutti i lati di questo diverso stile musicale. Nella ricerca che ho condotto, mi sono resa conto di quante poche informazioni ci fossero in inglese sul visual kei, ed inoltre quante poche informazioni esistessero che potessero essere usate negli studi. Dopo il completamento ho deciso di pubblicare il mio lavoro per rimediare a questo problema. Ho tenuto intatte tutte le citazioni e fonti, e non ho cambiato i termini tecnici nella speranza che altri ricercatori possano trovare materiale utile in futuro.

Scaletta degli articoli


I. 5 Giugno: Introduzione alla globalizzazione del Visual Kei: una serie web
II. 12 Giugno: Dietro le quinte del visual kei
III. 19 Giugno: L'ascesa del visual kei - Stati Uniti e Centro/Sud America
IV. 26 Giugno: L'ascesa del visua kei — Europa, Oceania ed Est Asia
V. 3 Luglio: Intervista con Jimi Aoma
VI. 10 Luglio: Estratti di interviste a musicisti
VII. 17 Luglio: Il visual kei e gli anime
VIII. 24 Luglio: Il lato commerciale del visual kei: estratti di intervista
IX. 31 Luglio: Glam Rock, Visual Rock ed artisti di ispirazione visual
X. 7 Agosto: La scena dei fan del visual kei
XI. 14 Agosto: L'era digitale: il mercato all'estero
XII. 21 Agosto: Intervista con Kiwamu, Starwave Records
XIII. 28 Agosto: Il visual kei oggi ed il futuro del visual kei
XIV. 4 Settembre: Risultati completi del sondaggio mondiale (6384 voti)

La storia del visual kei


Secondo gli autori del libro Visual Kei no Jidai, la prima forma del glam rock è iniziata negli anni '70 in Inghilterra, prodotta da David Bowie e T-Rex. Il glam rock ha subito varcato l'oceano ed è stato popolarizzato negli Stati Uniti dai KISS nel 1973. Anche se la scena glam rock non si diffuse in Giappone se non all'avvio della fase "capelli cotonati" a metà degli anni '80, il thrash metal americano assistette alla creazione della fase successiva della musica rock giapponese: la prima era del visual rock. Gli autori del libro inoltre descrivono nei minimi dettagli alcune transizioni nelle quali il visual kei si è evoluto nel corso degli anni in seguito a questa fase iniziale. La prima era del visua rock è durata solo un decennio, ed è stata il punto di avvio di rock band come X JAPAN e LUNA SEA, due dei più grandi artisti visual del Giappone, entrambi ancora attivi al giorno d'oggi. L'epoca era caratterizzata da solida musica rock con costumi e trucco appariscenti e capelli estremamente cotonati. Questa epoca è stata anche l'origine del Nagoya kei, la primadeviazione dal "kote kei" o "stile tradizionale" del visual kei. Fondato nella prefettura di Aichi, a Nagoya, le band che nascono sotto questo stile nel decennio successivo avevano un look tetro e si notavano per la loro tendenza a sciogliersi con componenti che poi "risorgevano" in nuovi gruppi con formazioni costituite da un misto di membri di band precedenti.

La seconda era del visual kei è partita nel 1993, e racchiudeva band come MALICE MIZER, GLAY e L’Arc~en~Ciel. Ironicamente, le ultime due band oggi non vengono più associate con le loro radici visual. Durante questa era, il look visual era di qualità maggiore rispetto al precedente. In aggiunta, ci fu una diversità maggiore nella musica prodotta dalle band. Fu durante questa epoca che, intorno al 1995, la musica mainstream giapponese si accorse del visual kei, causando un boom tra la popolazione generale che è durato per i quattro anni successivi.

Nel 1997, durante il periodo in cui il neo-glam stava prosperando in America con Marilyn Manson, il visual kei subì il suo cambiamento successivo, ovvero la terza era del visual rock. Questa era l'epoca di band come La'cryma Christi, ROUAGE e PENICILLIN. Questo periodo fu quello dei costumi lucenti e dettagliati e continue variazioni nel sound che aiutarono a definire il visual kei come genere a parte e stile estetico. Inoltre, questa era vide l'inizio di più stili derivati dall'originale kote kei, come l'emergente "Eroguro Nansensu Kei" ("stile erotico grottesco nonsense"), che si concentrava sull'erotismo ed è stato usato da una moltitudine di artisti visual kei (più di tutti i cali≠gari), e l' "angura kei" ("stile underground") con band che indossano kimono tradizionali o uniformi giapponesi. Questa era produsse anche l' "ouji kei" o "stile principe", noto al pubblico occidentale come "kodona kei", o "stile maschile". L'ouji kei fu coniato da Ryutaro, vocalist dei Plastic Tree, ed è spesso descritto come "la versione maschile dell'abbigliamento lolita vittoriano".1

Fu nel 1999 che il movimento mainstream del visual kei terminò in Giappone, e la scena si solidificò come uno stile underground nazionale.2 La popolazione generale cominciò a vedere il visual kei simile alla generazione otaku ("nerd") - il visual kei era solo per ascoltatori strani, ribelli e non conformi alla società a causa dell'estetica e del look spesso androgino dei componenti dei gruppi. A causa di questa stereotipizzazione, il visual kei è spesso associato con i teenager.3

Nel 2001 il visual kei vide un'altra transizione: la nuova generazione del visual kei. Durante questa fase emerse il gioioso "oshare kei" ("stile di moda") che cambiò non solo il look, ma anche il sound del visual kei, producendo un sound più felice, pop-rock, spesso accompagnato da colori accesi nell'abbigliamento. Fu in questo periodo che i gruppi erano vestiti più finemente che mai, con musica e testi intricati. Sempre durante la nuova generazione il visual kei viaggiò all'estero. La prima performance oltreoceano in Asia prese luogo a Taiwan con i LUNA SEA nel 19994, sguita dal primo evento occidentale negli Stati Uniti con i Duel Jewel nel 2002.5

L'evoluzione più recente del visual kei è stato il Neo visual kei, intorno al 20046, nello stesso periodo in cui l'Europa e l'America Centrale e del Sud si esibivano i primi gruppi visual kei rispettivamente nel 2004 e 2005.7 Questa epoca produsse un'affluenza di nuove band che saturarono la scena, e fu tristemente nota per vari scioglimenti di gruppi, inclusi molte band famose della nuova generazione del visual kei. Questo periodo è discutibilmente ancora in atto, con molti fan che si lamentano della produzione nel Neo visual kei di artisti "copia": artisti visual che sono troppo simili nello stile e nel sound.8

Come molti stili musicali oggi esistenti, il visual kei ha vissuto vari cambiamenti, evolvendo lo stile a quello che è oggi. Tuttavia, proprio nello stile, le band stesse continuano a crescere e cambiare, rendendo il visual kei una scena in costante sviluppo pur rimanendo diversa dalle altre.

Settimana prossima...


Ci ritroviamo di nuovo Domenica prossima per dare un'occhiata ai frequenti pregiudizi sul visual kei, alle realtà monetarie e discutere lo stigma sociale che tuttora grava su questo stile musicale.




___________________________________
1. "Ryotarou x CHRISTOPHER NEMETH", Gothic and Lolita Bible, Vol. 1, 2001.
2. Kiwamu Kai, Intervista mail, 13 Febbraio 2011.
3. Cameron Scholes, Intervista mail, 31 Marzo 2011.
4. "Luna Sea First Asian Tour in Hong Kong 1999", ultima modifica: 15 Dicembre 2010, "Luna Sea", ultima modifica: 24 Maggio 2011.
5. “Project A-Kon”, ultima modifica: 4 Aprile 2011.
6. "Shinjidai ni Totsunyu! Neo Visual Kei Band Taidō no Kizashi" Oricon, 7 Giugno 2006, consultato il 15 Marzo 2011
7. "Scheda concerti JaME", ultima modifica: 14 Aprile 2011.
8. "La globalizzazione del visual kei: sondaggio dei fan", ultima modifica: 11 Marzo 2011.
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