Zy 54: MUCC
sun acquisition

Con la registrazione di Karma c'è stato qualcosa di diverso nel modo in cui facevate le cose, rispetto ai vostri album precedenti?
YUKKE: Penso che più di tutto eravamo in uno stato d'animo leggero mentre registravamo. Non dovevamo lavorarci duramente, e nemmeno stare in piedi tutta la notte.
SATOchi: Il più delle volte tornavamo a casa alle 22 o alle 23. Era una cosa bunoa a livello mentale ed un cambio di andatura. Pensavo fosse più efficiente del solito.
Miya: Non volevamo lavorare troppo sulle cose questa volta, ma ci siamo dati più tempo per guardare ciò che facevamo. Quando si registra a volte suoni un brano e pensi sia uscito fuori davvero bene, ma poi lo riascolti e pensi "Uh?". Quindi abbiamo cercato di mantenere l'equilibrio tra essere impulsivi e riflessivi.
Quindi avete avuto tempo per ascoltare con calma i brani registrati, una volta a casa?
Miya: Già. E dopo aver composto i brani, non è bello vivere vicinissimi allo studio. Penso che il tempo che si impiega per andare a casa sia il più importante della giornata. Lavori sui brani e ti stressi, quindi vado a letto e mi sveglio rinfrescato. In quel modo, quando vado allo studio, mi vengono sempre buone idee.
Tatsuro: Quando viaggio da casa allo studio e viceversa, penso ai testi.
Miya: Ed è meglio avere la luce del giorno in studio. Per esempio, quando diciamo "Qui, il tempo è totalmente sbagliato", le parole sembrano più dolci quando c'è la luce del sole.
Tutti: scoppiano a ridere.
YUKKE: Allora è un bene aver avuto la luce del sole questa volta! (ride) Potevamo vedere di fuori, ed in alcuni giorni potevamo vedere la pioggia. Stavamo lavorando ad un brano dal titolo provvisorio Rain, quindi una volta, pensando a quale canzone avremmo dovuto suonare, stava piovendo ed allora abbiamo deciso per Rain.
Tatsuro: In uno studio sotterraneo mi sento come se fossi chiuso a chiave e messo in un angolino, col comando di "Devi lavorare sodo!!"
Miya: Ma ciò non significa che vogliamo lavorare in un resort, perché non usciamo mai.
YUKKE: Ci sono punti a favore nel fare un music camp e stare da qualche parte, ma non usciremmo per niente.
Miya: Ecco perché i nostri brani sono introspettivi.
Quindi l'ambiente che vi circonda può avere un effetto sulla musica che create.
Miya: Quando abbiamo fatto Shion, abbiamo lavorato in uno studio a Yokohama per un pò, e prendevamo l'autostrada per raggiungerlo. Sulla strada pensavamo agli arrangiamenti. Un buon esempio è Shiva. Era una ballad, ma è diventata molto più dura di prima, poiché abbiamo pensato sempre più all'arrangiamento.
Davvero?!
Per l'intervista completa, consultate lo Zy 54.
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