Il giorno prima del concerto di BENI ha avuto luogo un Q&A per i fan, che hanno così avuto l’opportunità di porle alcune domande. Per evitare domande inappropriate, tutti i quesiti sono stati controllati dallo staff dell’Anime Expo. Dato che la cantante è bilingue, il tutto si è svolto in inglese. Dopo una breve introduzione sulla sua carriera, i fan hanno iniziato a farle le domande.
Quand’è che farai un tour mondiale?
BENI: Vorrei tanto farlo, un giorno. È una cosa che ho sempre sognato. Però quest’anno farò il mio primo tour in Giappone, poi uscirà un nuovo album. Dopo il Giappone andrò anche in Asia e negli Stati Uniti.
Per quanto tempo hai vissuto negli Stati Uniti?
BENI: Sono nata a Okinawa e mi sono trasferita a San Diego in prima elementare. Lì ho trascorso tutti gli anni delle elementari, poi sono tornata in Giappone.
Com’è stato tornare in Giappone dopo aver vissuto in America?
BENI: Ero proprio come una gaijin (straniera). Non parlavo giapponese molto bene. Sapevo solo parlare con mia madre. Per imparare il giapponese ci ho messo molto tempo. Non ho mai pensato di voler cantare in Giappone. Sapevo solo che volevo cantare. Mi sono interessata al J-pop e ho iniziato a scrivere canzoni in giapponese. Dato che ero in Giappone, il modo più facile era avvicinarmi dapprima alla musica giapponese.
Perché volevi diventare una cantante?
BENI: Per molti motivi. Mi piaceva lo R&B, mi piaceva cantare, mi piacevano molti artisti. Ho cominciato a suonare il pianoforte a cinque anni e ho anche seguito lezioni di coro e danza a scuola. Dopo aver provato a cantare sul palco mi è piaciuto molto, ecco perché ho voluto diventare cantante.
Vieni spesso negli Stati Uniti?
BENI: Ci vengo gni volta che ho una vacanza lunga. L’ultima volta che sono venuta in California è stato sette anni fa. L’ultima volta sono andata a New York, tre anni fa, per lavoro. Viaggio molto in Giappone e in Asia. Ma la prossima volta che avrò una vacanza lunga verrò qui a rilassarmi.
È da un po’ di tempo che ti seguo e vorrei sapere a cosa credi che sia dovuto il tuo successo.
BENI: Quando usavo il mio nome completo, Asashiro BENI, facevo molte cose. Cantavo, recitavo, prendevo parte a musical e facevo anche la modella. Di tutto. Però volevo concentrarmi sulla musica, quindi per ricominciare ho cambiato la mia immagine. Non ho proprio cambiato il mio nome, ne ho solo preso un pezzo. È stato un grande cambiamento sia per me che per i miei fan, ma anche per tutti quelli che volevano ascoltarmi. Credo che sia stato allora che molti hanno iniziato ad ascoltare BENI per la musica e non perché mi avevano visto in un film o in TV.
C’è una canzone che ti ricorda la California?
BENI: California Love.
Hai cantato una sigla, Call Me Beep Me. Come hai avuto questa opportunità?
BENI: La Disney mi ha chiesto di cantare la sigla di Kim Possible e l’ho fatto. Poi mi hanno detto che somiglio al personaggio e mi hanno fatto comparire nel video.
Su Wikipedia c’è scritto che sei laureata in scienze politiche…
BENI: Si sono sbagliati, sono laureata in sociologia…
Interessante. Questo influenza la tua musica?
BENI: Ho studiato molte cose sulla cultura e sulle differenze tra la cultura giapponese e quella occidentale. Quindi ho letto anche molti libri di studiosi stranieri sulla musica giapponese. Leggere il punto di vista di una persona esterna quando io ero nell’ambiente mi ha fatto vedere le cose in modo completamente diverso. È stata un’esperienza costruttiva.
A che genere appartiene la tua musica?
BENI: Mi considero una cantante J-R&B.
Com’è lo R&B giapponese rispetto a quello americano?
BENI: Quando penso allo R&B giapponese, penso a un genere completamente diverso. È simile al J-Pop, che ha un suono particolare e le melodie sono un po’ più orientali, direi. Però è mischiato con lo R&B, che lo rende completamente diverso. Raccoglie tutti gli aspetti migliori dei due mondi.
Farai altre collaborazioni?
BENI: Sono sempre disponibile per le collaborazioni. Non ho niente in programma, però mi piacerebbe.
Come descriveresti le differenze tra il pop giapponese e il pop americano?
BENI: I giapponesi adorano il karaoke, quindi la musica deve per forza essere qualcosa di bello da cantare. È sicuramente per questo che amano le canzoni facili da ricordare. Adorano i testi e vi prestano molta attenzione. Molte ragazze cercano i testi online e quando trovano un bel testo ascoltano la canzone. È la strada verso la musica.
Hai detto di aver iniziato col J-pop. L’hai scoperto da sola? Come?
BENI: Quando sono tornata in Giappone, alle medie, andavano di moda gli artisti provenienti da Okinawa. Cantanti come Amuro Namie, SPEED, MAX. Erano tutti di Okinawa, come me, quindi è stato molto motivante. Li ho ascoltati molto, ma ho ascoltato anche Utada Hikaru e molto J-pop simile allo R&B.
Sei stata influenzata dalle mode giapponesi?
BENI: Mi piaceva lo stile kawaii (carino). Presentavo un programma della NHK, “Tokyo Kawaii.” Parlavamo di molte cose, come kira kira, che consiste nel mettere cose brillanti su tutti gli oggetti. Nella mia vita quotidiana mi piacciono varie cose, a seconda dell’umore. Sul palco preferisco cose più taglienti, ma a volte anche kawaii, carine e che brillano.
Com’è cambiata la tua vita dopo essere diventata famosa in Giappone?
BENI: Non è cambiato nulla. Il mio ultimo album è arrivato al primo posto nelle classifiche, ma non è cambiato nulla. Credevo che sarebbe cambiata, invece no. È tutto come prima. Non mi nascondo nemmeno con mascherine e occhiali da sole giganti. Se un fan si avvicina, ricambio il saluto.
Hai scritto anche canzoni in inglese o hai intenzione di scriverne?
BENI: Ne ho scritte un paio, ma scrivo soprattutto in giapponese. Un giorno però vorrei registrare un album interamente in inglese per i miei fan di tutto il mondo e poi fare un tour.
Come influenzi la moda giapponese?
BENI: Molte ragazze vogliono sapere cosa metto di solito, più che sul palco o in TV. Ho un blog su Ameblo, dove parlo dei miei abiti di tutti i giorni. Credo che alcune ragazze vadano a comprarli!
Colore e frutto preferito?
BENI: Il mio colore preferito è il viola e il mio frutto preferito il mango.
Qual è il tuo sito? C’è una traduzione in inglese?
BENI: Un sito in inglese? Al momento non ce l’ho, ma dovrei farlo, sì. Tradurrei tutto io, nessuno nel mio team parla inglese. Tradurrebbero in “engrish.” Ma ci proverò. L’indirizzo del sito è benibenibeni.com… beni.com era già stato preso.
C’è qualche cantante in particolare che ti ispira?
BENI: Nessuno e molti allo stesso tempo. Specialmente ai concerti. Ci vado spesso e ho molti DVD, adoro guardare gente che si esibisce. Guardo artisti pop, R&B e ballerini. Mi danno l’ispirazione e quando torno a casa ci rifletto.
Stai facendo shopping qui in America?
BENI: L’ho fatto appena arrivata. Sull’aereo non ho dormito, ero stanca morta, ma ho mollato tutto all’hotel e sono uscita. Sono andata nei negozi dell’usato di Melrose. Sono andata anche a Hollywood, Rodeo Drive e un sacco di altri posti.
Perché hai tagliato così tanto i capelli?
BENI: Tutti mi chiedono cos’è successo o se ho rotto con un ragazzo, ma non è così. Ho solo provato una di quelle applicazioni per iphone e ci ho giocato un po’. Ho provato i capelli corti e mi stavano bene, quindi ho deciso di tagliarli.
So che hai partecipato a un musical. Vorresti rifarlo, in futuro?
BENI: Mi è piaciuto molto recitare in un musical, è stato molto divertente. Sono una solista, quindi sul palco sono sempre sola. Come artista sono solitaria, ma in un musical si è in gruppo. Se ne avessi la possibilità, lo rifarei.
LIVE REPORT
Ultimamente BENI ha guadagnato molta popolarità, soprattutto da quando l’album Lovebox ha raggiunto la vetta delle classifiche Oricon nel giugno 2010. Il mese seguente, l’idol ha debuttato negli Stati Uniti come ospite d’onore all’Anime Expo, esibendosi il 3 luglio 2010. Molti fan e ospiti dell’Anime Expo sono andati ad ascoltarla al Nokia Theater di Los Angeles. Il teatro era grandissimo, con due megaschermi ai lati del palco. Solo la metà dei posti era occupata, ma ciò non ha scoraggiato BENI, accolta con grande entusiasmo dai presenti.
BENI è salita sul palco un po’ in ritardo, salutando il pubblico in inglese e iniziando subito a cantare Kiss Kiss Kiss. Sul palco con lei c’erano un DJ sullo sfondo e due ballerini alle sue spalle. Come si addice ad un’icona della moda giapponese, indossava un vestito raffinato e guanti. Ballava, ma non troppo, muovendosi di qua e di là, in netto contrasto coi ballerini che indossavano abiti neri e larghi e ballavano con tutto il corpo. Questo contrasto metteva decisamente in risalto la cantante.
Poi è arrivato il momento del primo MC di BENI rivolto ai suoi fan americani. Ha rivelato di essere un po’ nervosa, trattandosi della sua prima esibizione negli Stati Uniti. Dopodiché ha parlato di Kiss Kiss Kiss, la prima canzone che ha scritto come BENI, e infine ha presentato la canzone successiva, Mou ni to. Questa canzone un po’ più lenta, con la semplicità della musica, ha davvero messo in risalto la sua voce, la sua presenza scenica e i movimenti.
Il secondo MC è stato breve. Ha parlato del suo nuovo album, Lovebox, che ha raggiunto le vette delle classifiche. Ha anche presentato le due canzoni successive, spiegando che erano singoli tratti dall’album.
La canzone successiva è stata Gimi gimi♥, un singolo dance e upbeat, che ha fatto ballare BENI ancora di più. Con questa canzone più conosciuta, i fan si sono sentiti più coinvolti e hanno anche ballato con lei. L’atmosfera era sempre meno tesa e più divertente, man mano che BENI si rendeva conto che i fan si stavano divertendo, rilassandosi un po’. L’ultima canzone è stata Yura Yura, anche questa orecchiabile e con la quale si può ballare. Con questo pezzo l’energia era al massimo. Se ci fossero state altre canzoni, il concerto sarebbe stato fantastico per tutti. Purtroppo non c’era più tempo, quindi BENI e i suoi fan americani dovranno attendere ancora un po’ per un concerto in piena regola.
JaME ringrazia BENI e l’Anime Expo per aver reso possibile la realizzazione di questo articolo.
BENI all’Anime Expo – Live report e Q&A
intervista - 05.02.2011 00:00
BENI ha risposto alle domande dei fan all’Anime Expo, per poi esibirsi all’estero per la prima volta il giorno seguente.

© BENI - Valerie Durham
















