Zy 53: Hizumi (D'espairsRay)
Draw a clear line.

Bè...non abbiamo ancora sentito le canzoni del vostro nuovo album MONSTERS a causa del momento in cui si svolge l'intervista...ma lo avete quasi completato, giusto?
HIZUMI: Sì, ci siamo quasi. Credo di essere l'unico nel gruppo a vedere appieno l'immagine completa. (sorride)
Ah, non hai ancora finito i testi? (ride)
HIZUMI: Manca solo un brano. (ride)
Quindi ti chiediamo, HIZUMI, di parlarci della storia intorno all'album!
HIZUMI: In generale.....Non penso sia un album che si possa ascoltare molto attentamente. E' più simile ad uno dei nostri concerti. Ovviamente ciò non significa che non ci siano brani da poter ascoltare con attenzione, ma in sostanza credo che la maggior parte delle canzoni sia di quelle che si possono godere ai nostri concerti. Penso che, nel bene o nel male, questo album calza a pennello ai D'espairsRay.
Credi che siate tornati all'intenzione originale che c'era del gruppo?
HIZUMI: Lo sento spesso dire. (ride) Visto che abbiamo suonato per dieci anni, siamo tornati ad avere le sensazioni che avevamo quando avevamo appena iniziato. A dire il vero lo sento dire anche da altri gruppi.
Ma ovviamente non significa che ritornerete al sound che avevate a quel tempo.
HIZUMI: No. Più che altro si tratta dei nostri sentimenti, ritornare a come ci sentivamo quando i D'espairsRay erano appena stati creati.
In quel senso il vostro decimo anniversario potrebbe essere un buono spunto per guardare quello che ha fatto il gruppo.
HIZUMI: Non siamo più orribili come prima.
Eravate orribili? (ride)
HIZUMI: Eravamo completamente orribili prima. (ride) Non riuscivamo a tenere in piedi una conversazione.
Non lo avrei mai pensato. (ride) Ho sempre creduto foste dei ragazzi eccezionali.
HIZUMI: No, no, siamo persone molto cattive. (ride)
Ma a sentirtelo dire, ho l'impressione che i tuoi testi siano cambiati molto. Rispetto a prima ci sono parole più positive.
HIZUMI: Sì. Quando vedo i nostri vecchi testi...non necessariamente mandano il messaggio che volevamo davvero trasmettere. (sorride) C'erano molte canzoni nelle quali ho inserito i miei pensieri visti solo dalla mia parte e, onestamente, dubito che gli ascoltatori li potessero davvero comprendere. Erano troppo unilaterali. Bè, non so chi suona gli strumenti, ma per i cantanti, quando suono quei brani nei concerti, ci metto tutti i miei pensieri in essi. Credo sia un plus, ma quando suono solo quelle canzoni, è abbastanza difficile.
Per l'intervista completa, consultate lo Zy 53.
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