Intervista con le Chatmonchy al SXSW

intervista - 01.09.2010 00:00

JaME ha avuto la possibilità di incontrare le Chatmonchy durante il loro primo tour negli Stati Uniti, il Japan Nite.

Il giorno che le Chatmonchy hanno iniziato il loro tour Statunitense al SXSW ad Austin, in Texas, JaME è riuscito ad incontrare il trio. Durante questa intervista si è parlato della loro musica e stile, delle esibizioni all’estero e di come si sia formata la band.


Grazie per averci concesso questo incontro. Per favore, presentatevi ai nostri lettori.

Kumiko: Io sono Kumiko e suono la batteria.

Eriko: Mi chiamo Eriko. Suono la chitarra e canto.

Akiko: Mi chiamo Akiko. Io suono il basso.

Sappiamo che il nome della band non ha un significato preciso, ma come vi è venuto in mente? Chi ha scelto “Chatmonchy”?

Chatmonchy: Ci piaceva come suonava “Chatmonchy”, e come viene scritto in katakana.

Eriko: Io ho deciso il nome.

Abbiamo fatto molte ricerche su di voi, e la maggior parte delle fonti presentano informazioni diverse riguardo a come e quando le Chatmonchy hanno preso il via. Per favore, spiegateci meglio la storia. Quando è stata creata per la prima volta questa band? Chi ha deciso di crearla?

Akiko: La band delle Chatmonchy è nata nel 2000, ma prendiamo come vero e proprio inizio il 2004, quando Kumiko si è unita alla band.

Si dice che voi tre suoniate insieme da quando eravate alle superiori. Perché avete deciso di formare una band? Che cosa vi ha spinto a voler creare musica assieme?

Eriko: Vedendo che la band di mio fratello era davvero forte. Ero andata ad un grande evento dove tutte le band erano composte da tre membri, e avevo pensato: “Wow, suonano tutti pezzi originali.” Credevo si trattasse di cover band. Mi era piaciuto tanto. Quell’idea musicale mi colpì e pensai che volevo farlo anche io. Ecco come ho cominciato.

Akiko: All’inizio quando io ed Eriko suonavamo assieme, avevamo un’altra batterista. Poi arrivò Kumiko. Lei era un anno più avanti di noi quando entrammo al college, ed eravamo amiche. Allora le abbiamo chiesto di unirsi a noi.

La vostra musica è naturale e piena di energia. Che cosa vi ha spinto a scegliere questo stile per creare musica?

Eriko: Eravamo abituate ad ascoltare musica più calma e tranquilla. Quando sono andata a quell’evento dove si esibivano band di tre componenti, in particolare grazie al suono degli amplificatori che mi attraversava, sono riuscita a percepire la batteria e me ne sono innamorata. E sapevo che quello era il sound che volevo realizzare.

Per favore, potete parlarci del processo musicale? Chi scrive i testi e chi compone la musica? Di solito cosa viene prima, la musica o i testi?

Akiko: Lavoriamo insieme sui testi ed Eriko di solito ci aggiunge la musica. Quando siamo in studio, facciamo assieme gli arrangiamenti.

La maggior parte dei vostri fan d’oltreoceano non parla il giapponese. Potete spiegarci che tipo di messaggio cercate di trasmettere con i vostri testi? Ci sono tematiche particolari?

Kumiko: Più che usare grandi tematiche scriviamo sulle cose quotidiane, su ciò che c’è nelle nostre vite.

I vostri video musicali sono interessanti, da quello completamente animato Sekai ga owaru yoru, al semplice video sul pavimento artistico di Hana no Yume. Li pensate voi questi concetti? C’è qualche vostra idea incorporata nei video musicali?

Kumiko: Abbiamo dei direttori artistici a cui vengono delle idee, e successivamente ne parlano con noi. Quindi diamo un grande contributo ai video.

Eriko: Ci sono delle volte dove i direttori dicono, “Bene, che ne pensate di questo?” E noi diciamo “D’accordo, facciamo così”. E’ successo anche nell’altro modo, quando le idee vengono a noi.

Lo stile delle Chatmonchy è molto naturale, essendo sia molto rilassato che carino. Perché avete scelto questo stile? Siete interessate nella moda e nello stile?

Kumiko: Quando siamo sul palco sentiamo che la nostra musica è brillante, ecco perchè vogliamo essere così anche noi sul palco. Vogliamo che la nostra moda spicchi molto lì, assieme al resto. Nella vita di tutti giorni, siamo persone normali.

La vostra ultima uscita è stato l’album Kokuhaku, uscito più di un anno fa. Per favore, raccontateci di più a proposito di questo album. Com’è stato il processo di creazione? Quali sono le vostre canzoni preferite e perché?

Kumiko: Abbiamo fatto quell’album a Tokyo.

Akiko: Solitamente creiamo l’album sei mesi prima della sua uscita. Ma questa volta, l’album è uscito più velocemente. Eravamo davvero contente del nostro nuovo lavoro. Questa volta eravamo talmente soddisfatte di Kokuhaku e così emozionate che abbiamo continuato a suonarlo per sei mesi. Eravamo molto emozionate per questa uscita. Dopo la creazione dell’album precedente, abbiamo iniziato velocemente a scrivere le nuove canzoni.

Eriko: La mia preferita è la numero sette, Hibiscus wa fuyu ni saku.

Akiko: Last Love Letter.

Kumiko: Kaze fukeba koi, visto che la suoniamo un sacco.

State già lavorando su nuove canzoni? Quando possiamo aspettarci l’uscita di un nuovo singolo o di un album?

Kumiko: Non abbiamo ancora deciso sulle future uscite. Ma stiamo scrivendo nuove canzoni.

Siete mai state all’estero, sia come band che individualmente?

Akiko: A Guam. (Tutte ridono.)

Questo è il debutto delle Chatmonchy all’estero. Come vi sentite a prendere parte al Japan Nite, un tour molto popolare e famoso negli Stati Uniti?

Kumiko: Sento che gireremo diverse città e suoneremo musica giapponese per le persone. Non vedo l’ora. Sono molto emozionata all’idea di farlo.

Eriko: Abbiamo suonato solo in Giappone, e l’idea di suonare in paesi stranieri ed avere persone che ascoltano le Chatmonchy mi emoziona.

Akiko: Il rock americano è molto famoso in tutto il mondo. Lo sappiamo tutti. Le persone non conoscono il rock’n’roll giapponese. Non vedo l’ora di far conoscere alla gente il rock’n’roll giapponese.

Vi esibirete in una manciata di città attraverso il paese, che è davvero esteso. Come vi sentite all’idea di tutto il viaggio?

Kumiko: Io non sono per niente nervosa. Sono emozionata! Andiamo! (Tutte ridono.)

Eriko: Sono arrivata qui e forse ero un pochino nervosa, ma sono con altri miei nove connazionali. Mi sento molto sicura e non vedo l’ora di suonare e far divertire tutti.

Akiko: (Parlando in inglese) Non parlo inglese molto bene. (Continuando in giapponese) Sono qui e vorrei parlare inglese con le persone. Vorrei scoprire qualcosa di più della loro cultura e che cosa stanno facendo.

Sono sicura che avrete un programma molto impegnato, ma durante il tour che cosa siete impazienti di vedere o fare?

Akiko: Io vorrei mangiare un hotdog. (Tutte ridono)

Eriko: Io vorrei assaggiare i bagel e il pane.

Kumiko: Io vorrei andare a Hollywood e vedere un vero set di Hollywood.

Questa band è stata assieme per un periodo e già avete uscite che si sono piazzate in alto nelle classifiche di Oricon, oltre che un largo pubblico. Quali sono i piani della band al momento?

Akiko: Vorrei dare il meglio di noi con questo tour e speriamo di riuscire a trarne qualcosa.

Eriko: Vorrei che rimanessimo davvero forti e mantenere il sound della band brillante e forte. Credo che ci sia qualcosa che possiamo fare dal momento che siamo popolari e famose. Vogliamo fare qualcosa che solo le persone famose possono essere in grado di fare.

Kumiko: Io vorrei andare in molti paesi. Voglio andare in Europa la prossima volta.

Dopo un’esperienza così ampia, come mettete a confronto i concerti che avete fatto all’inizio della vostra carriera con quelli di ora? Avete qualche rito speciale prima di un esibizione? Diventate ancora nervose?

Eriko: Fin dal 2009 ho fatto alcuni calzini che indosso sempre. Spero di perdere quei calzini durante questo tour americano, dato che sono troppo fastidiosi. (Tutte ridono.)

Kumiko: Io ogni volta divento ancora nervosa.

Akiko: Anche io.

Ora una domanda divertente: se doveste creare un remix in qualsiasi stile di una delle vostre canzoni, quale scegliereste e perchè?

Chatmonchy: No! Non cambieremmo nulla.

Kumiko: A me le canzoni piacciono come sono.

Per favore, lasciate un messaggio finale ai vostri fan internazionali.

Akiko: Cantiamo dei nostri sentimenti e delle nostre vite quotidiane. Vorrei che tutto il mondo lo sapesse.

Eriko: Vorrei che le persone potessero ascoltare le Chatmonchy. Vorrei che pensassero, “Wow! Sono proprio forti!” Vorrei che le persone apprezzassero davvero e in modo sincero la nostra musica per farle sentire meglio.

Kumiko: (In inglese.) Se chiamate le Chatmonchy, la prossima volta verrò nel vostro paese!


Mille grazie alla Sony Music e ad Audrey del Japan Nite per aver reso possibile questa intervista.
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