Zy 52: Arimura Ryutaro (Plastic Tree)

intervista - 10.07.2010 00:00

fruit etrange.

Sono passati quindici anni dal primo CD dei Plastic Tree, Strange fruits -Kimyou na kajitsu-. Quest'anno terranno lo Strange fruits -Kimyou na kajitsu-15 shuu nen・Tsuikai kouen (Strange Fruits 15esimo Anniversario, Guardando Indietro) Nel quale potremo vedere come la loro musica si è evoluta. (Il live si terrà in tre posti: Tokyo, Nagoya ed Osaka. Lo spettacolo di Tokyo ci sarà il 3 Maggio alla JCB Hall). La nostra rivista ha ottenuto un'intervista personale con il vocalist Arimura Ryutaro, ed in questa intervista gli abbiamo chiesto di spiegare tutti i brani in Strange Fruits, parole chiave dei testi e di analizzare per noi le origini dei Plastic Tree.

Psycho Garden

Questo brano è stato fatto proprio all'inizio. Ricordo quando l'abbiamo creato in uno studio situato vicino la costa Inage a Chiba. Tadashi ha suonato la intro con il suo basso ed ha cantato in studio. Siamo andati molto d'accordo l'uno con l'altro. Era la giusta atmosfera per le melodie principali (sorride).

Quello studio era abbastanza largo, anche se si trovava in mezzo la città. Era abbastanza buono. Era in un'area molto ampia, e non molti gruppi lo usavano a Chiba. Una cosa buona era che lo studio aveva un tabellone bianco sul quale potevamo creare le canzoni mentre le componevamo. Fa paura il testo? (ride) Non sapevo come scrivere testi. Ho solo scritto quello che immaginavo dopo aver sentito la musica. (sorride)

twice

Ho messo tante idee in questa canzone. E' stat la prima che ho fatto. Quando io e Tadashi abbiamo deciso di formare un gruppo insieme lo invitavo a casa per fare canzoni. Ho ascoltato quello che suonava Tadashi ed ho detto: "Sono ottime!" (ride) Ma ricordo che mi sono davvero commosso perché era una canzone davvero bella. (ride) Penso ci siano voluti tre giorni per completarla.

Ricordo anche che un piccione è morto mentre componevamo il brano. Avevo trovato un piccione durante il mio lavoro part-time. Sembrava essere ferito. Sono andato da Tadashi e gli ho detto "Ho un piccione a casa". Ma quando siamo andati a casa mia ed ho aperto lo scatolone dove avevo messo il piccione, era morto. (sorride) Quindi siamo andati a seppellirlo vicino casa mia...Poi abbiamo fatto la canzone ed è uscita fuori molto triste e intensa. (ride)

Cream

Non me lo ricordo bene, ma penso che l'abbiamo creata in studio. Ricordo che questo brano diventò molto lungo, quindi è stato difficile scrivere il testo. E credo che di tutte le canzoni in Strange fruits, questa è quella canto di più. In un certo modo questa canzone è una specie di inizio per il gruppo. Il feeling caotico che si può percepire riflette davvero la band come era in quel periodo. (sorride) Penso che si può veramente sentire la nostra gioventù nella musica. C'erano così tante cose che volevamo fare.


Per l'intervista completa consultate lo Zy 52.
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