Ciao, siamo di JaME! Grazie per averci concesso l’intervista!
Yui Makino: Grazie a voi!
Questa è la tua prima volta in Italia. Sei emozionata? Quali sono le aspettative per il concerto di domani?
Yui Makino: E’ la prima volta che vengo in Italia e non so come verrò accolta, dato che non ho mai fatto concerti qui prima d’ora. Non so se mi conoscono qui, quindi sono molto emozionata.
Che cosa hai fatto a Roma? E cosa hai intenzione di fare nel tempo che ti rimane?
Yui Makino: A dire il vero…mi piacerebbe andare a vedere la Bocca della Verità e metterci dentro la mia mano (ride)
Ancora non lo hai fatto?
Yui Makino: No…ho sentito che c’è un’attesa di mezz’ora per visitarla e non ho avuto molto tempo.
Dovresti provarci nei giorni infrasettimanali, non dovrebbe esserci molta gente tipo di martedì o giovedì…
Yui Makino: Ah…oggi è venerdì però…e domenica parto! (ride)
Perché hai deciso di fare un concerto a Roma?
Yui Makino: L’anno scorso sono andata in Francia, al Japan Expo, ed ho cantato lì per la prima volta in Europa. Visto che nelle mie canzoni faccio dei riferimenti ad alcune città estere, come ad esempio anche Venezia, mi è venuta voglia di visitare l’Italia. Sono molto contenta di aver potuto realizzare questo sogno prima del previsto. (sorride) Non mi aspettavo di venire così presto in Italia.
Parliamo ora del tuo ultimo lavoro: Fuwa Fuwa. E’ un titolo molto delicato: come trasmetti tale delicatezza nella musica?
Yui Makino: E’ una canzone che parla di una ragazza che si è innamorata, ma il brano di per sé è molto allegro e coinvolgente. E proprio per trasmettere i sentimenti che prova questa ragazza che il brano è in questo modo, sebbene il suo amore non sia corrisposto.
Molte delle tue canzoni hanno un titolo in lingua straniera. Ad esempio il titolo Amrita proviene dal sanscrito per “nettare”. Hai un interesse in particolare per le lingue straniere?
Yui Makino: (ride) Sì. Solo che sono uscita dal Giappone per la prima volta quando avevo venti anni, e conosco, oltre al giapponese, solo l’inglese che ho studiato alle medie. Al liceo e all’università ho iniziato a studiare anche il francese. Conosco alcune parole in italiano, come "dolce", "allegro", "maestoso" perché vengono spesso usate nell’ambito della musica classica.
Sei molto conosciuta nel mondo degli anime: come mai hai deciso di entrare a farne parte?
Yui Makino: (ci pensa un po’) Ho iniziato a suonare il piano da bambina, e sono entrata nel mondo del cinema dopo il mio incontro con il regista Shunji Iwai, ma ci è voluto un po’ prima che iniziassi a lavorare con gli anime. Ho iniziato copmonendo una canzone per "Sousei no Akuerion", poi è arrivato il doppiaggio di Sakura in "Tsubasa Chronicle" e contemporaneamente è uscito il mio primo singolo Amrita. Quindi mi sono ritrovata a fare insieme da doppiatrice, cantante e pianista (ride).
Hai un interesse particolare per i manga e gli anime?
Yui Makino: Onestamente…sapevo che fossero famosi all’estero, anche se non sono molto ferrata in materia di anime e manga (ride). Da piccola l’unica cosa che facevo era suonare il piano, quindi non giocavo, non vedevo la televisione e non leggevo manga...mi dedicavo solo al piano. Il primo manga che ho collezionato è stato proprio “Tsubasa Chronicle” (ride)!
In Occidente gli anime e i manga sono i mezzi con i quali molte persone si avvicinano alla cultura giapponese. Come vedi questo fenomeno? Pensi sia un modo buono per imparare qualcosa di più sul Giappone?
Yui Makino: Quando faccio esibizioni all’estero, mi rendo conto di quanto la pop-culture giapponese sia apprezzata oltreoceano. Le cose che sono famose adesso in Giappone però, in America ed in Europa lo saranno tra due o tre anni, anche se ultimamente, grazie ad internet e YouTube, le cose sono leggermente cambiate. Come artista e cantante però vorrei dire di non continuare così! (ride)
Però è vero che tu sei riuscita a fare questo lavoro proprio grazie ai download e a YouTube.
Yui Makino: Sì, è vero! Perciò, visto che è un problema serio, per favore pensateci sempre! (ride)
A differenza di molti musicisti hai studiato all’università, a livelli molto alti. Come pensi che ti abbia aiutato lo studio nella tua carriera?
Yui Makino: Ah… è una domanda difficile… (ci pensa) One moment, please!
(si fa ripetere la domanda una seconda volta)
Yui Makino: Bè…è stata una cosa normale.
E' stato difficile frequentare l'università ed avere una carriera di successo allo stesso tempo?
Yui Makino: Sin da quando ero bambina, ero abituata a vedere mio padre in televisione perché anche lui era un musicista. Quindi avevo una percezione del mondo diversa dagli altri miei coetanei. Tra l’altro mio padre non ha assolutamente una preparazione classica ma solo jazz e pop, quindi in realtà è stato indifferente agli studi classici.
Riusciresti mai a scegliere di fare una cosa sola tra l’essere doppiatrice, cantante o pianista? Se sì, quale sceglieresti?
Yui Makino: Tutti questi lavori, la musica, il doppiaggio, lo scrivere testi e fare concerti sono collegati da un filo comune, quindi non sarei proprio in grado di scegliere. E anche se una sola di queste cose sparisse, non saprei cosa fare!
In una precedente intervista hai detto che ti sarebbe piaciuto essere una farmacista se si fosse trattato di scegliere una professione che non fosse basata sulla musica o il doppiaggio. Hai un particolare interesse verso la farmacia?
Yui Makino: Studio piano da quando sono nata, quindi buttare via tutti gli anni di studio non mi sembrava una cosa buona da fare. Ho sempre studiato musica, e quando si è trattato di scegliere il corso dei miei studi ho dovuto farlo presto, alle medie. Una volta scelto poi, dato che il liceo e l’università erano nello stesso posto, non c’era la possibilità di cambiare corso, quindi avrei dovuto interrompere lo studio della musica per dedicarmi solo alla farmacia. Inoltre, sono negata in matematica, quindi non avrei comunque passato l’esame di ammissione. (ride)
Indossi sempre vestiti molto carini sul palco: ti interessa anche la moda?
Yui Makino:Sì, ma solo recentemente mi sono resa conto che mi piace la moda (si è resa conto di essere una donna). Ho imparato a truccarmi e vestirmi in modo “fashion”.
Hai una brand preferita?
Yui Makino: I vestiti che indosso ora (si alza per farli vedere meglio) sono della snidel, una brand abbastanza famosa adesso tra le ragazze giapponesi. Si tratta di una marca che si occupa di vestiti ecologici, fatti con materiali organici e riciclati. Li ho scelti perché, oltre ad essere molto carini, sono soprattutto fatti nel rispetto della natura.
Infine, vorresti mandare un messaggio ai tuoi fan, in special modo a quelli italiani?
Yui Makino: Fino ad ora non ho mai avuto modo di entrare in contatto con l’Italia, quindi con il concerto di domani spero che il vostro Paese si interessi di più a me, e che mi inviti più spesso.
Grazie mille, ed in bocca al lupo per il concerto di domani!
Yui Makino: Thank you!
JaME ringrazia Yui Makino, il suo management e tutto lo staff del Romics on Tour per aver reso possibile questa intervista. Un ringraziamento particolare va inoltre a Davide per il suo aiuto con la traduzione.
Intervista con Yui Makino a Roma
intervista - 04.09.2010 00:00
Il giorno precedente la sua prima esibizione in Italia, Yui Makino ha concesso a JaME una piacevole intervista.

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