Zy 42: Kra
Ti piace Chopin?

Questa volta avete finito presto la vostra uscita prevista per Ottobre. (sorride) Ed avete anche fatto una cover di Amaoto wa Chopin no shirabe. Perché avete scelto di fare questa canzone? Ho sentito delle voci riguardo ad un improvviso suggerimento da parte del vostro boss.
Keiyuu: Sì. Non sapevamo nulla della canzone fino ad allora. (sorride)
Yasuno: Nessuno di noi conosceva il brano. Un giorno ci hanno chiesto "Ragazzi, voi conoscete questa canzone, vero?" Ed abbiamo risposto tutti "Uhm...no..."
Keiyuu: Ho pensato che se avessimo ascoltato il brano l’avremmo riconosciuta, anche se non ne conoscevamo il titolo, ma non è accaduto. (sorride)
Era famosa. (sorride) Mentre la ascoltavate per la prima volta, quali sono state le vostre impressioni?
Keiyuu: La prima volta ho pensato che non fosse molto bella (ride), ma ascoltandola di volta in volta ha iniziato a piacermi.
Il vostro arrangiamento è simile a quello del brano originale.
Keiyuu: Il nostro capo non ci ha detto di farla in un modo particolare, ma ha detto che usando il nostro stile attuale e mantenendo la sfumatura originale avremmo potuto riuscirci. In questi giorni le cover dei brani distruggono l’arrangiamento delle canzoni. Non lo abbiamo fatto. Non volevamo farlo.
Quale è stata la tua prima impressione, Yuura?
Yuura: Non mi ha fatto proprio una bella impressione all’inizio.(ride) La canzone non mi prendeva, ma ascoltandola molte volte è migliorata la cosa. Ascoltandola una seconda volta è stato meglio. C’era un sentimento simile alla trance in essa. Sai, mio padre era un fan di Asami Kobayashi, colei che cantava questa canzone. (ride)
E’ la sua generazione. (ride)
Yuura: Quando ho detto a mio padre che avremmo fatto la cover di uno dei suoi brani mi ha detto "E' I Like Chopin?" Non sapevo il titolo ma ho sentito da lui che quello era il titolo originale del brano.
Sì. In origine quel brano era cantato dai Gazebo.
Yuura: Poi ho sentito da mia madre che mio padre ne era un fan. Non credo avesse mai pensato che un giorno suo figlio ne avrebbe fatto una cover.
E’ una bella storia! E tu, Maiccho?
Mai: Ho pensato fosse una canzone deprimente. (sorride) Quindi ho solo pensato che dovevo tirare fuori il bello da quella canzone suonando la chitarra. Non è proprio un brano dove spicca la chitarra e non avevo mai suonato un brano simile quindi, in un certo modo, è stato bello. E, sai, nemmeno i miei genitori conoscevano la canzone.
Per il resto dell’intervista, consulta lo Zy 42.
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