Zy 41: MUCC

intervista - 18.08.2008 14:00

Divisione e Caduta

La prima metà di questo anno è stata molto impegnata per i MUCC, che si sono esibiti in trentaquattro città americane con band occidentali come AVENGED SEVENFOLD e BULLET FOR MY VALENTINE in occasione del Taste of Chaos Tour 2008. Poi, di ritorno in Giappone, hanno suonato all’hide MEMORIAL SUMMIT all’Ajinomoto Stadium ed hanno continuato con un tour nazionale, Rainy Rave. Nel mezzo delle registrazioni del nuovo singolo in uscita questa estate, i MUCC hanno parlato della prima metà del 2008 e cosa sperano per il gruppo nella restante metà dell’anno.


Oggi, prima di parlare della vostra nuova uscita, parliamo della prima metà dell’anno. Penso che la cosa più grande per voi è stata il Taste of Chaos Tour. Dopo essere tornati in Giappone ed aver fatto il tour Rainy Rave penso che ci siamo tutti accorti che ci fosse qualcosa di diverso.

Tatsuro: Sì. Penso che il mio modo di cantare ed i miei MC siano diventati più estroversi di prima. Dovevo essere così per far funzionare le cose al Taste of Chaos.

Per i MUCC, essere in America è stato un po’ come giocare fuori casa?

Tatsuro: Non ci sentivamo come se fossimo fuori casa. Ma nemmeno come se fossimo a casa. Sembrava una zona grigia. Pensando a come avrei potuto coinvolgere il pubblico in questa zona grigia ho iniziato ad attrarli sempre di più credo. E’ stato divertente, e come facevo di più, la risposta aumentava.

Il vostro sound si è "americanizzato", ma in modo positivo. La vostra musica è dura, ma molto orecchiabile. Siete cambiati molto, vero?

SATOchi: Prima di andare, abbiamo parlato riguardo l’esagerare un pò le cose per attrarre il pubblico americano. All’inizio ci pensavamo mentre suonavamo, ma durante la seconda metà del tour è venuto spontaneo. Quindi quando siamo tornati in Giappone abbiamo continuato a suonare in quel modo, dato che ci viene naturale.

YUKKE: Durante il Taste of Chaos Tour, mentre guardavo gli ATREYU, mi sono sentito come se mi spingessero da dietro per tutto il tempo, come se la gente mi stesse dicendo "Puoi fare di più!" Ed abbiamo portato quella sensazione in Giappone credo.

E per quanto riguarda Miya? Spesso avvicini la mano all’orecchio e chiedi al pubblico di urlare più forte, specialmente a Shinkiba.

Miya: Lo facevo anche prima, ma ora di più. Penso che si siano molti tipi di live ed un sacco di modi per divertirsi. Quello che facciamo ora non è nuovo e penso che ci siano altri artisti giapponesi che lo fanno. Ma ci piace la musica occidentale e poiché abbiamo l’opportunità di suonare all’estero per un pubblico straniero, penso che suonare in questo modo ci venga in maniera molto naturale e per niente forzata.


Per il resto dell’intervista consultate lo Zy 41.
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