Zy 46: Tatsuro (MUCC)

intervista - 12.07.2009 00:02

Honzen de susumu, michi

Sono passati due anni e nove mesi dal primo live dei MUCC al Budokan. In questo secondo live, con canzoni prevalentemente dal loro nuovo album Kyuutai, abbiamo potuto davvero sentire i cambiamenti che ha affrontato il gruppo dal loro tempo passato all’estero nel 2008. Anche Tatsuro forse ha potuto sentire qualcosa di diverso, rimanendo in piedi sul palco e dicendo al pubblico “Potremmo essere una seconda volta, così lavoreremo sodo per poter venire qui una terza, quarta, quinta…un centinaio di volte, duecento volte”. In questa intervista abbiamo deciso di parlare con Tatsuro e scoprire cosa si pone dinanzi a lui.


Il secondo live al Budokan ha avuto un’atmosfera totalmente diversa dal primo, che suppongo sia quello al quale si deve guardare…

Tatsuro: Non ero così nervoso questa volta.

Non eri nervoso all’inizio?

Tatsuro: No. Penso che l’ultima volta ci fossero molte canzoni che cantavo per la prima volta, quindi non erano ancora entrate nel mio corpo, dunque hanno dato l’impressione di essere tese e rigide. Ecco perché sembravo nervoso.

Riguardo la set list, nel primo live al Budokan avete suonato varie canzoni che ripercorrevano la storia dei MUCC, ma questa volta, nel secondo live, è stato come il primo giorno del tour Kyuutai.

Tatsuro: Sì.

Penso ci fosse solo un brano che volessi davvero sentire, ed era Hide and Seek.

Tatsuro: Preferisco suonarlo in una live house. Ci sono molti brani che cambio quando li suono dal vivo. Ho pensato che Houkou sarebbe stata fantastica se l’avessimo dovuta suonare in una live house, e Oz. Quella canzone cambierebbe molto. Sarebbe fico perché potremmo sbizzarrirci per davvero.

E per quanto riguarda Sanbika?

Tatsuro: Penso che quel brano sia più come la tensione che sento in Kugatsu mikka no kokuin e Danzetsu. Posso davvero sentire la corrente principale dei MUCC, posso sentire una novità e qualcosa di familiare nello stesso momento.

Il comportamento di Miya è stato lo stesso in Sanbika, Kugatsu mikka no kokuin e Danzetsu, anche se i suoi pensieri che sono stati inseriti nei brani erano totalmente diversi.

Tatsuro: Sì. Sanbika è molto in stile MUCC, ma le nostre uscite precedenti erano piene di violente emozioni. Penso che in Sanbika sono stato in grado di inserire emozioni nascenti con il coro ed altri suoni, quindi penso che abbia una varietà carina ed è buono. Ma mi piace il Budokan. Non ho davvero un desiderio di suonare in un posto più grande come il Tokyo Dome, ma voglio suonare sempre di più nel Budokan.

Cosa c’è di bello nel Budokan?


Per il resto dell’intervista consultate lo Zy 46.
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