Zy 39: MUCC

intervista - 17.06.2008 14:00

Immagine sviluppata a colori

Quando questa intervista uscirà, i MUCC avranno già completato il loro nuovo album, pubblicato il 26 Marzo, come anche il loro tour americano "TASTE OF CHAOS". Comunque, quando hanno partecipato a questa intervista, erano ancora lontani da tutto ciò, ed anche i titoli dei brani per l’album non erano del tutto decisi. C’erano ancora canzoni da dover mixare, l’orchestra da inserire, ed anche alcuni testi che ancora non erano stati scritti. Tutto questo è accaduto poiché questo lavoro è iniziato insolitamente e avrebbe dovuto essere due mini album incluso solo FUZZ, che era una delle uscite che seguivano Gokusai, ma è improvvisamente cambiato in un album intero. Questa è un’intervista personale nella quale ci immergiamo completamente nei pensieri di Tatsuro, Miya, YUKKE e SATOchi!


Tatsuro

Nella vostra ultima intervista hai detto, "Il prossimo album avrà molte canzoni forti", ma quando forti sono?

Tatsuro: Sono come un flusso di vite. E’ come se avessero formato delle forti radici e da lì ne fosse nato un tronco.

Che tipo di testi hai inserito in canzoni così forti?

Tatsuro: Non ho scritto i testi come se andassi incontro al futuro. Sono come "Ecco la conclusione", non "Vedrò oltre ciò".

Houyoku ha in sé il tema del "Oltre ciò", non è così?

Tatsuro: Sì, sì, sì, sì. C’erano molte canzoni con quel tema, ma in quel tempo era qualcosa di diverso. Ho ascoltato Houyoku ultimamente ed ho pensato "Houyoku aveva così tante belle canzoni". Ci sono molti brani che ascoltiamo attentamente...

Ho pensato che questo album fosse vicino a 6.

Tatsuro: Penso che il suono sia simile a 6 e Gokusai, mentre il contenuto è vicino a Houyoku perchè è più personale e canto di cose molto personali.

Fino ad ora, quando scrivevi i testi, lo facevi come portavoce del gruppo, vero?

Tatsuro: Sì. Dato che rappresento il gruppo, non posso fare a meno di pensare a loro e credo che queste sfumature sono state inserite in qualche posto, ma questa volta non ci ho pensato proprio per niente. Ho pensato sarebbe stato OK essere libero e fare quello che volevo.

Ma comunque, non significa che tutte le canzoni siano scure, no?

Tatsuro: No.

Ma non sono nemmeno brani pieni di speranza.

Tatsuro: No. Non sono né speranzose né senza speranza.

Non hai confermato né smentito nulla.

Tatsuro: No. Penso che quando le ho scritte ero in quel tipo di stato d’animo. Per esempio, ho pensato che sarebbe stato male fuggire da quello che odio. Ci potrebbero essere delle persone che dicono che è solo una fuga dalla realtà, o "Stai solo scappando!" ma non penso sia così male avere un posto simile. Credo spetti a te e non agli altri decidere cosa è giusto o sbagliato per te stesso.


Miya

Ho sentito che questo album doveva essere due mini album e solo in seguito è diventato un album vero e proprio.

Miya: Sì. Avevamo intenzione di inserire cose totalmente diverse.

Le "cose diverse" erano heavy metal e musica dance?

Miya: Sì. Metal e dance. Usiamo entrambe per trasmettere il nostro concetto etnico.

Nell’ultima intervista, quando hai detto "Nel prossimo album ci saranno molti brani che ti riempiranno di energia vitale", intendevi musica etnica.

Miya: Bè, la musica etnica ha così tanti elementi che ti fanno sentire in quel modo, specialmente molte percussioni che trasmettono un calore selvaggio. Veramente, questa volta abbiamo invitato un percussionista ed è stato davvero bravo. Aveva proprio quel calore che i batteristi ed i chitarristi non hanno.

La musica etnica veniva suonata prima che i soldati andassero in battaglia, quando ballavano e cantavano insieme per alzare il morale.

Miya: Sì, e per pregare per la pioggia.

Come vi siete interessati a questo tipo di musica, che influenza in questo modo le persone?

Miya: Ho ascoltato questa musica quando abbiamo pubblicato Gokusai. Mi piacciono gli strumenti etnici come il sitar e lo sanshin, quindi quando sono incorporati alla musica, posso immaginare la nazione che quella musica sta dipingendo. Questa volta abbiamo usato strumenti simili per dare alle canzoni delle immagini migliori.

Oh, quindi il concetto è nato dopo aver scritto le canzoni?

Miya: Sì. Dopo aver ascoltato le melodie, ho realizzato che "Questa melodia si abbina al sitar. Non alla chitarra." Gli altri strumenti mi davano lo stesso sentimento, come "Non chitarra elettrica ma acustica." Spesso uso un approccio del genere quando suono gli strumenti, ma non così tanto nelle melodie, quindi pensavo fosse interessante. Era interessante creare canzoni con melodie che non appartenevano allo stile giapponese.

Intendi dire che hai prestato più attenzione alle melodie in questo album?

Miya: Non proprio, ma mi sono occupato dell’atmosfera. Questa musica non è proprio dove andrebbe un cantante sul palco ed un riflettore sotto il quale essere messo, ma più un’immagine oscurata e sfocata progettata per essere vista dalla gente.


YUKKE

Nella vostra ultima intervista, Tatsuro ha detto "Ci sono molte canzoni dure nel nuovo album". Lo hai pensato anche tu YUKKE?

YUKKE: Sì, l’ho pensato. Questa volta sono stati selezionati molti brani e ne abbiamo scelti solo una manciata, quindi quelli che sono riusciti a farcela fino alla fine sono abbastanza forti penso.

Intendi dire che le canzoni enfatizzano la forza?

YUKKE: Sì, la penso così. Questa volta abbiamo creato dei brani che hanno le opinioni di varie persone in essi, come quelle del compositore ed altri, quindi sentivamo che fosse qualcosa di fresco e che gli ascoltatori avrebbero ascoltato dei nuovi MUCC.

Tra le varie persone che hai citato, ho sentito che è stato coinvolto NARASAKI dei COALTAR OF THE DEEPERS.

YUKKE: Sì. In precedenza mi aveva detto, "Perché non lavoriamo insieme?" ed io ho detto "Sicuro!" Poi abbiamo lavorato insieme ed è stato interessante.

In quale canzone hai collaborato con NARASAKI?

YUKKE: In Shion. All’inizio, quando mi ha chiesto "Quanto ti piace questo?" ed ho ascoltato la demo, il brano mostrava molti colori che non avevamo nel gruppo. A volte c’erano dei suoni che erano come dei versi di rana.

Versi di rana?

YUKKE: Non è nel CD, ma ho potuto immaginare un immagine orientale molto colorata, forse un negozio che ha l’odore di incenso e che, lo sentivo, era nuovo.

Sono sicuro che Shion profumi di incenso. (ride) Quindi è questo il perché avete collaborato con varie persone ed avete iniziato a fare due mini album senza alcuna connessione con il vostro lavoro precedente.

YUKKE: Penso di sì. Abbiamo pubblicato prima 6, e questo lavoro ne è stato quasi un ampiamento. Abbiamo iniziato questo album essendo coscienti di inserire più canzoni e gradualmente abbiamo pensato, "Vogliamo fare un album intero", e poi siamo andati in quella direzione.

E allora siete più coscienti di quanto sia totalmente diverso fare un album e un mini album?

YUKKE: Sì, è diverso. Bè, faccio sempre molte canzoni ogni volta che lavoriamo su un album.


SATOchi

Questa volta ho sentito che avete creato il vostro album in un modo diverso.

SATOchi: Sì. Mentre si trattava di un album come 6, anche se sono stati inseriti i singoli, non era sulla stessa scia dell’album seguente, Gokusai. Poiché abbiamo lavorato in quel modo, lo sento ancora adesso. (ride)

Quindi il tuo stato d’animo ed i tuoi sentimenti sono stati diversi da quelli che sono presenti nei vostri album?

SATOchi: Penso sia leggermente diverso. Il metodo con il quale si creano canzoni è differente in qualche modo. 6 era quasi maniacale. Quindi suppongo che questa volta il risultato sia neutrale.

Sembra che parli di qualcun altro.(ride)

SATOchi: Non posso fare canzoni ed essere cosciente di tutto.

Quindi hai lavorato come al solito?

SATochi: Sì. Ho creato brani con quello che mi arrivava.

E’ più facile portare brani che hai fatto da solo?

SATOchi: Penso di sì. Il concetto era come se avessimo fatto naturalmente le canzoni, quindi è stato facile portarle dentro. Se mi fosse stato detto in anticipo di fare un album completo, forse avrei pensato molto all’equilibrio. Come ad esempio, la prima traccia è così, quindi la seconda dovrebbere essere così, poi ci dovrebbe essere una canzone veloce...

Quindi lo potevate fare senza pensare al risultato finale.

SATOchi: Sì. Quando abbiamo presentato i brani, non abbiamo creato lo stesso tipo di canzoni. I nostri gusti musicali ed i nostri hobby sono diversi uno dall’altro, quindi non ci dovevamo pensare molto.

SATOchi, che brani hai composto?

SATOchi: Ho fatto due canzoni. Non sono stati ancora determinati i titoli, ma in una ho lavorato con Miya.

E’ stato come se SATOchi avesse portato l’idea e Miya l’avesse sviluppata?

SATOchi: Quando ho creato le melodie, è stato complicato. Ho unito la melodia A e la melodia B di brani diversi e le ho messe insieme, il che era come due brani anche se effettivamente ne era uno solo, quindi abbiamo cambiato.

Ho ascoltato i brani quando ancora ci stavate lavorando sopra ed ho pensato che fosse quasi metal.

SATOchi: Perché era quello il concetto, Miya mi ha dato l’argomento o lo stile, come metal o dance ritmata, qualsiasi cosa volessi fare basta che si trattasse di un nuovo brano, quindi ho deciso di fare un brano metal.


Per il resto dell’intervista, consultate lo Zy.39.

© 2008 Zy.connection Inc. Tutti i diritti riservati.
oggetti collegati
artisti collegati
commenti
blog comments powered by Disqus
temi collegati

Zy

galleria collegata
FLOW
annunci
  • FLOW
  • FLOW - AWESOME Jrock concert!
  • Bishi Bishi, by Ankama
  • BLOOD - European Tour 2012
  • MAN WITH A MISSION
  • CLJ Records
  • Neo Tokyo